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La giornata: Equitalia sotto assedio e operazione bontà di Monti, 2 mld per mostrarsi più umano e social - JimMomo May 11, 2012, 4:00 pm
Mentre come previsto fallisce anche il terzo tentativo di formare una coalizione e la Grecia si avvia verso nuove elezioni, dalla Germania si fanno sempre più minacciosi i toni nei confronti di Atene (ma anche di chi pensa di allargare i cordoni della borsa per stimolare la crescita). Nella speranza di indurre i greci a non buttare all'aria il piano di salvataggio, il rischio però è di ottenere l'effetto opposto. «Noi vogliamo che la Grecia resti nell'Eurozona. Ma lo deve volere anche Atene e rispettare i suoi impegni. Non possiamo forzare nessuno. L'Europa non affonda così facilmente », in caso di uscita della Grecia, ha detto il ministro tedesco delle finanze Schaeuble. Anche se il vice governatore della banca centrale svedese avverte che «non sarebbe indolore ». E il ministro degli esteri tedesco Westervelle ha aggiunto: «Noi intendiamo mantenere le nostre promesse di aiuto. Ma questo significa che la Grecia deve varare le riforme che abbiamo concordato ».
Peggiorano intanto le previsioni Ue sul Pil italiano, ma è giallo sulla necessità di una nuova manovra, e dal Cdm arrivano centinaia di milioni di euro a pioggia e nuove assunzioni. Non si tratta di «soldi freschi », come li chiamerebbe Bersani, ma di una riprogrammazione d'uso di fondi europei per il Sud già a bilancio: 2,3 miliardi in tutto. Un piano "anti-povertà " che domani permetterà ai giornali di esibirsi in uno spottone per migliorare l'immagine del governo, che finalmente pensa ai poveri.
Ma come ci pensa? Questi 2,3 miliardi vengono spesi per non si sa bene cosa: 845 milioni destinati a obiettivi di «inclusione sociale » (cura dell'infanzia 400 mln, degli anziani non auto-sufficienti 330, contro la dispersione scolastica 77, per progetti nel "privato sociale" 38); gli altri 1,5 miliardi per la crescita (iniziative per i giovani, sviluppo delle imprese, bandi commerciali, valorizzazione di aree di attrazione culturale e riduzione dei tempi della giustizia). Poi torna la tremontiana "social card" e si assumono 325 nuovi magistrati, vincitori di un concorso del 2009.
Monti ce la sta mettendo proprio tutta per dimostrare che non è affatto un "freddo", ma che il suo cuore si scalda per i poveri. Il rigore continuerà , ma c'era bisogno di un po' di «respirazione sociale e civile » (parole sue, giuro). Positivo che vengano re-impiegati soldi chissà come rimasti inutilizzati per troppo tempo, ma la sensazione è che siano stati malamente riassegnati, "a pioggia", in mille rivoli, senza individuare priorità , con il rischio che nemmeno stavolta arrivino a destinazione. Insomma, soprattutto un'"operazione bontà ": 2 miliardi buttati al macero dal governo Monti per mostrarsi più umano e più "social", tanto poi la colpa che non ci sono soldi da spendere è della cattivona Merkel.
Ormai si moltiplicano le proteste, spesso purtroppo in forma violenta, contro Equitalia. Oggi un assedio a Napoli, un'aggressione a Milano, un allarme bomba a Roma e minacce a Viterbo. La società si difende: «Irresponsabile scaricare su di noi la colpa di gesti estremi e situazioni drammatica », anche se sono i suicidi stessi a «scaricarla »; e avverte che «il sensazionalismo alimenta la violenza », invitando quindi a «non spettacolarizzare » questi eventi tragici. Che detto da chi ha spettacolarizzato la lotta all'evasione... Ma lasciamo perdere. Le violenze sono in ogni caso ingiustificate, anche perchi nel nostro Paese dissenso ed esasperazione si possono esprimere ancora liberamente, civilmente e politicamente.
C'è una linea di difesa di Equitalia che però non convince: esegue solo degli ordini? Sorvoliamo su ciò che richiama alla mente questa giustificazione, perchi evocherebbe paragoni obiettivamente impropri e offensivi. E' ovvio che il problema è politico, del legislatore, dei governi, e che i funzionari del fisco applicano la legge. Dunque, prendersela con Equitalia significa mancare il bersaglio vero, che è lo Stato.
Tuttavia, Equitalia ha le sue responsabilità . Innanzitutto, risulta difficile credere che Befera non c'entri nulla con l'architettura repressiva, sul piano giuridico e organizzativo, che si è andata costruendo negli ultimi anni, in collaborazione con ministri del Tesoro di qualsiasi colore politico. E' noto che diversi strumenti normativi sono stati, e vengono tuttora, specificamente richiesti. Inoltre, vediamo che in troppi casi di richieste illegittime (come gli interessi sulle multe dichiarati dalla Cassazione «maggiorazioni non dovute »), Equitalia fa spallucce: bisogna prendersela con l'ente che esige il credito, loro sono meri esecutori della riscossione. Ecco, non esiste che il riscossore delle imposte per conto delle amministrazioni pubbliche non si preoccupi della legittimità delle somme, e degli interessi, che richiede. Questa irresponsabilità è venuta meno anche in giudizio, dal momento che i giudici hanno cominciato a sanzionare Equitalia per la sua negligenza.




